ARRIVA IL MOMENTO IN CUI…

‘Arriva il momento in cui devi lasciarli andare’.

Con queste parole Marlin, papà di Nemo, cerca di farsi forza il primo giorno di scuola del suo pesciolino, ed oggi io ho fatto atrettanto.

 

Mi son sentito sciocco, eccessivamente apprensivo mentre già dalla sveglia Daniele era pronto per questa nuova esperienza e cosi, forte della sua forza, ho manifestato tutto il mio entusiasmo per il suo primo giorno.

E così lui si è fatto vestire e sorridente e pieno di orgoglio ha posato per la sua prima foto con il grembiulino.

Tutti e tre, ciascuno con la propria borsa, siamo usciti per andare al lavoro. Daniele con il suo zainetto in spalla, allegro come un fringuello che cercava di adattarsi a questa nuova sensazione di peso (leggero) che lo tirava all’indietro.

‘ANDIAMO, ANDIAMO, ANDIAMO’ , ripeteva senza sosta nell’attesa che la cabina del lento ed obsoleto ascensore arrancava faticosamente dal piano terra al quinto piano ed io, mentre pensavo a quanto sarà difficile in futuro adattare il vano ascensore del palazzo anni ’30 dove abitiamo per renderlo accessibile (l’apertura delle porte interne di appena 43 cm di larghezza è appena sufficiente a far entrare un passeggino molto stretto), mi sono reso conto che Daniele non ha quasi mai dimostrato una tale impazienza di uscire, forse solo quando andiamo in piscina si comporta allo stesso modo.

 

Arrivati al piano terra Daniele spalanca le porte dell’ascensore e si precipita verso l’ultima rampetta di scale. Si ferma diligentemente aspettando la mano amica che lo sostiene durante la discesa dei sette gradini che ci separano dal cortile.

E, appena fuori dal portone, si avvia. Prima da solo e poi mano nella mano di mamma Eliana verso scuola, verso nuovi amici, verso nuove esperienze.

Vai cucciolo mio, questo è il momento di fare cambiamenti, senza fretta, passo dopo passo.

 

Arrivato in classe, dopo aver fatto conoscenza con le maestre, Daniele si siede al tavolo con i suoi compagnetti già alle prese con un puzzle.

Eliana ed io ci congediamo da lui come ogni mattina: ‘Ciao Dani, mama e papà vanno al lavoro, ci vediamo stasera’.

E lui, senza alzare lo sguardo dalle due tessere che sta cercando di far combaciare: ‘Ciao mamma, ciao papà’.

 

Ciao tesoro mio, non vedo l’ora di riabbracciarti stasera.

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